Sportello Unico per l'Edilizia

Comune di Oliveto Citra (SA)

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Scala di collegamento tra piani: è vano tecnico

Secondo quanto stabilito dal Tar Campania con sentenza n.1894/19 la realizzazione della scala di collegamento tra piani è urbanisticamente irrilevante

Non è da considerarsi nuovo volume, ed è pertanto un vano tecnico urbanisticamente irrilevante, la scala di collegamento dal piano terreno al primo piano. Questo ha affermato il Tar Campania nella sentenza n.1894 del 12 novembre 2019.

La sentenza del Tar
Nel dettaglio i giudici amministrativi sono stati chiamati a decidere in merito al ricorso presentato dal proprietario di un manufatto contro l’ordinanza del comune in cui, tra l’altro, veniva ingiunta la demolizione di una scala di collegamento dal piano terra al primo piano composta da n. 12 gradini delle dimensioni cm. 75 di lunghezza, cm. 26 di larghezza e cm. 12 di altezza, ordinanza adottata in virtù di quanto previsto dall’art. 31 del dpr 380/2001.
Per i giudici amministrativi campani, anche e soprattutto in considerazione delle sue modeste dimensioni, questo tipo di scala non determina la creazione di nuove superfici o volumi, essendo piuttosto qualificabile in termini di vano tecnico, urbanisticamente irrilevante, in quanto priva di qualsiasi autonomia funzionale ed inidonea a determinare un aggravio del carico urbanistico, giacché esaurisce la sua finalità nel rapporto funzionale con l’edificio principale.
Se tale scala è stata realizzata senza l’autorizzazione paesaggistica in zona vincolata, non è abuso edilizio ed è soggetta, eventualmente, a valutazione di compatibilità paesaggistica postuma che la Soprintendenza dovrà effettuare per legge (art. 167, comma 4 lett. a dlgs. 42/2004).
In relazione a questo intervento, così come in relazione all’intervento relativo all’apertura di un vano porta, la Soprintendenza avrebbe dovuto effettuare la valutazione di compatibilità paesaggistica postuma, piuttosto che escludere, come ha sostanzialmente fatto, la stessa procedibilità dell’istanza, con conseguente illegittimità tanto del parere negativo da quest’ultima reso quanto della successiva ordinanza di demolizione adottata dal comune.

Serve il permesso di costruire per installare un dehor?

Il Tar Lombardia chiarisce che per l’installazione di un dehor, non stagionale a supporto di un’attività commerciale, serve il permesso di costruire

Con la sentenza n. 990/2019 del Tar Lombardia viene ribadito che per installare un dehor, che soddisfi un’esigenza stabile nel tempo, a supporto di un’attività commerciale, serve il permesso di costruire.
Il Tribunale, inoltre, sottolinea che un dehor non può essere considerato una pertinenza.

I fatti in breve
Il titolare di una enoteca si vede recapitare un’ordinanza di demolizione, da parte del Comune, avente ad oggetto interventi eseguiti in assenza del permesso di costruire.
In particolare il Comune contestava la realizzazione/installazione del manufatto antistante l’attività di ristorazione (dehor), ove erano collocati tavolini e sedie utilizzati per l’attività di somministrazione di alimenti e bevande, in quanto realizzato in assenza di titolo edilizio.
Il manufatto abusivo è descritto dall’Amministrazione come.
una struttura autonoma che costituisce, delimita e arreda uno spazio per il ristoro all’aperto, annesso al locale di pubblico esercizio di somministrazione insediato in sede fissa adibita a dehors permanente semichiuso, realizzato con elementi in legno (montanti, travi e travetti), avente dimensioni esterne di m 13,55 X 8,60.
(…) La struttura è semichiusa lateralmente da tende in tessuto e tende saliscendi plastificate a delimitazione dell’ambito, poggia su suolo pavimentato, non è ancorata, ma ha caratteri di solidità.
Per il proprietario:
il dehors non è una struttura autonoma e utilizzabile indipendentemente rispetto all’enoteca, non ha carattere permanente poiché può essere facilmente e velocemente rimosso, non è munito di solaio ma solo di un telo per il riparo degli avventori dalle intemperie, non è chiuso su tutti i lati ed è privo di riscaldamento.
Il manufatto sarebbe, quindi, ascrivibile agli interventi liberi previsti dall’articolo 6, comma 2, lettera b) del d.P.R. 380/2001, ovvero alle “opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni”.
La sentenza del Tar
Il Tribunale evidenzia come in merito alla dedotta precarietà del manufatto:
l’asserita “facile amovibilità” nonché la mancanza di impianto di riscaldamento non costituiscono elementi idonei a conferire al dehor le caratteristiche di un’opera precaria, atteso che tale struttura non ha un utilizzo contingente e limitato nel tempo, ma è destinata a soddisfare bisogni duraturi e non provvisori attraverso la permanenza nel tempo della sua funzione, come è dimostrato nei fatti dalla circostanza che lo stesso viene mantenuto in loco e viene utilizzato da più di 7 anni.
Inoltre in merito alla natura pertinenziale del dehor il Tribunale aggiunge che:
Va esclusa, inoltre, l’asserita valenza puramente pertinenziale del manufatto, in relazione al suo stretto collegamento con l’edificio principale, atteso che, per il suo impatto volumetrico, la veranda attrezzata incide significativamente e in modo permanente sull’assetto edilizio dell’enoteca, del quale amplia la superficie e la volumetria utile.

Agibilità: il collaudo statico non si sostituisce con una perizia giurata

Tar Calabria: per gli edifici con opere strutturali in cemento armato costruiti dopo l’entrata in vigore della legge 1086/1971, la mancanza del certificato di collaudo statico non può essere sopperita dalla perizia giurata di idoneità statica

La richiesta del certificato di agibilità (oggi segnalazione certificata di agibilità – SCA) deve essere accompagnata “da una vera e propria denuncia delle opere strutturali ‘a posteriori’ e dal successivo collaudo statico” e non può in alcun modo essere sostituita da una perizia giurata di idoneità statica, se si tratta di edifici con opere strutturali in cemento armato costruiti dopo l’entrata in vigore della legge 1086/1971.
Lo ha affermato il Tar Calabria nella sentenza 584/2019 dello scorso 8 ottobre, con la quale è stato respinto il ricorso contro l’annullamento, da parte di un comune, di un certificato di agibilità rilasciato sulla scorta di una perizia giurata ritenuta valida, nonostante l’originaria concessione e le successive varianti prevedessero espressamente il certificato di collaudo statico.

L’oggetto del contendere
La questione è se la mancanza del certificato di collaudo statico, richiesta dalla legge ai fini del rilascio del certificato di agibilità, possa essere sopperita dalla certificazione di idoneità statica, resa nelle forme della perizia giurata, da un professionista a ciò abilitato o, in altri termini, se quest’ultima, essendo tendenzialmente idonea ad attestare la sicurezza delle strutture di un edificio, possa ritenersi equipollente sostanzialmente e funzionalmente al certificato di collaudo statico.
La risposta è negativa, poiché ai sensi dell’art.24 del dpr 380/2001, nella disciplina applicabile ratione temporis alla vicenda in decisione, il certificato di agibilità assolve alla funzione di attestare “la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati, valutate secondo quanto dispone la vigente normativa”.
Tale certificato (oggi sostituito dalla segnalazione certificata di agibilità ex art.3 del d.lgs. 222/2016) viene richiesto ai sensi del comma 2 con riferimento alle nuove costruzioni, alle ricostruzioni o sopraelevazioni, totali o parziali, ed inoltre, agli interventi sugli edifici esistenti che possano influire sulle condizioni descritte al comma 1.
La verifica della presenza del collaudo statico
Fra l’altro, nel caso concreto della realizzazione delle opere in cemento armato, l’obbligo in capo al singolo Comune di verificare la sussistenza del certificato di collaudo statico è sempre stato previsto dalle varie disposizioni succedutesi nel tempo che sono:
l’art.7 della legge 1086/1971 per cui “Tutte le opere di cui all’art.1 debbono essere sottoposte a collaudo statico”;
l’art.4 comma 1 del dpr 425/1994;
il previgente art.25 comma 3 del dpr 380/2001.
Il Tar afferma che per gli edifici con opere strutturali in cemento armato costruiti dopo l’entrata in vigore della legge 1086/1971, la mancanza del certificato di collaudo non è formalmente giustificabile e la richiesta di agibilità deve essere accompagnata da una vera e propria denuncia delle opere strutturali “a posteriori”, se non già presente e dal successivo collaudo statico.
Non esiste alcuna disposizione espressa che consenta di tollerare l’equiparazione, ai fini del rilascio del certificato di agibilità, tra collaudo statico e la certificazione di idoneità statica, ad eccezione di quella prevista dell’art. 35, comma 3, lett. b), legge 47/1985 che contempla, a determinate condizioni e quale sufficiente ai soli fini del rilascio del condono edilizio, la presentazione di un certificato di idoneità statica.
In definitiva, se è vero che in alcuni casi la dichiarazione di idoneità statica può contenere (sempre sotto la responsabilità del tecnico incaricato) le stesse considerazioni in termini di valutazione della sicurezza strutturale di quelle contenute nel certificato di collaudo statico, e condurre perciò alle medesime conclusioni sostanziali, nel caso specifico il condominio ricorrente non ha dato la prova documentale che la perizia giurata di idoneità statica affidata al professionista incaricato sia equivalente, dal punto di vista contenutistico, al certificato di collaudo statico né che la certificazione di idoneità statica sia anche una certificazione di idoneità “sismica” con riferimento all’epoca in cui le parti del fabbricato da rendere agibili furono realizzate.

Prevenzione incendi: in vigore il DM 12 aprile 2019. Le principali novità

Il Ministero dell’Interno evidenzia i principali elementi di novità del DM 12 aprile 2019, entrato in vigore lo scorso 21 ottobre che ha modificato il DM 3 agosto 2015

È entrato in vigore, lo scorso 21 ottobre, il decreto del Ministero dell’Interno del 12 aprile 2019, che modifica il decreto 3 agosto 2015, recante l’approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell’art.15 del d.lgs. 139/2006.

Il decreto, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 95 del 23 aprile scorso rappresenta di fatto la nuova normativa antincendio, contenuta nel documento della seduta del Comitato Centrale Tecnico Scientifico (CCTS) del 21 febbraio 2019, dove sono state presentate ed approvate le modifiche al DM 03/08/2015 (Codice di prevenzione incendi) che prevedono l’eliminazione del cosiddetto “doppio binario” per la progettazione antincendio delle attività soggette al controllo da parte dei Vigili del Fuoco.

Termina, quindi, il periodo transitorio (di circa quattro anni) di applicazione volontaria del Codice di prevenzione incendi per la sola progettazione delle attività che non erano dotate di specifica regola tecnica.

Con circolare del 15 ottobre 2019, il Ministero dell’Interno ha evidenziato i principali elementi di novità.

Il perimetro delle attività dove trova applicazione il Codice di Prevenzione Incendi

L’articolo 2 del D.M. 12 aprile 2019 ha ampliato l’elenco delle attività ricomprese in allegato I del D.P.R. 151/2011 a cui applicare le modalità di progettazione del c.d. Codice di prevenzione incendi; si segnalano, ad esempio, le attività dalla n. 19 alla n. 26 e la n. 73 che, invece, erano escluse dall’originario campo di applicazione del D.M. 3 agosto 2015. Si evidenzia, altresì, che per tali attività di nuova realizzazione, con esclusione di quelle puntualmente elencate al successivo articolo 3, le norme tecniche allegate al Codice diventano l’unico strumento di progettazione ammesso.

Nei commi 3 e 4 sono fornite, invece, indicazioni riguardo alle modalità di progettazione per le attività esistenti che sono oggetto di modifiche e/o ampliamenti dopo l’entrata in vigore del decreto in argomento; in estrema sintesi, è ammesso che per tali attività sia possibile mantenere le modalità progettuali secondo le normative di tipo tradizionale anche sulle parti oggetto di modifica/ampliamento, qualora l’applicazione alle stesse del Codice comportasse incompatibilità con le porzioni dell’attività non oggetto di intervento.

Al comma 5, viene previsto, infine, che le norme allegate al Codice possano essere di riferimento per la progettazione, la realizzazione e l’esercizio, non solo delle attività “sottosoglia”, ossia che non rientrano nei limiti di assoggettabilità previsti nell’allegato I del D.P.R. 151/2011, ma anche per quelle che non sono elencate nello citato D.P.R.; le attività del comma 5 che optano per l’applicazione del nuovo approccio progettuale sono esonerate dall’applicazione delle normative di tipo tradizionale.

Le modalità applicative alternative e il regime del doppio binario

L’articolo 3 del D.M. 12 aprile 2019 ha introdotto nel D.M. 3 agosto 2015 l’articolo 2-bis che definisce le modalità applicative alternative.

Si fa salva la possibilità di applicare le normative di tipo tradizionale (elencate all’art. 5, comma 1 bis) in alternativa alle norme tecniche allegate al Codice, per talune attività dell’allegato I al D.P.R. 151/2011, già regolate da specifica disposizione di prevenzione incendi che, attualmente, sono: alberghi, scuole, attività commerciali, uffici ed autorimesse (ad esempio, il responsabile di un’attività ricettiva turistico alberghiera potrà ancora optare tra l’applicazione del D.M. 9 aprile 1994 e s.m.i. o del D.M. 9 agosto 2016).

Per tali attività permane in vigore, pertanto, il regime del cosiddetto doppio binario. Nella circolare è presente in tal senso uno schema riepilogativo delle indicazioni sopra illustrate.

Approvata la legge di Bilancio 2020. Ecco le novità

Legge di Bilancio 2020: prorogati ecobonus, bonus ristrutturazioni, bonus mobili, super e iper ammortamento; rifinanziati legge Sabatini e Formazione 4.0; presentato il nuovo bonus facciate

Il Consiglio dei Ministri, nella riunione n. 09 del 15 ottobre 2019, ha approvato i seguenti disegni di legge:

  • Disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili  (decreto fiscale)
  • Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020 – 2022 (legge di Bilancio 2020)

La Manovra contiene importanti provvedimenti, dalla proroga delle detrazioni fiscali, super e iper ammortamento, all’eliminazione della clausola di salvaguardia sull’Iva per il 2020; vi sono inoltre norme per il lavoro, l’ambiente e la lotta all’evasione; nonché investimenti per la famiglia e la disabilità.

Misure che consentono, quindi, di avviare le politiche contenute ed anticipate con la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza.

Di seguito i punti principali dei provvedimenti dei disegni di legge.

Detrazioni fiscali per il 2020

Vengono prorogate le seguenti detrazioni:

  • riqualificazione energetica;
  • impianti di micro-cogenerazione;
  • ristrutturazioni edilizie;
  • acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe energetica elevata a seguito di ristrutturazione della propria abitazione.

Per il 2020 è previsto, inoltre, il “Bonus Facciate” il nuovo beneficio fiscale introdotto nella legge di Bilancio dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, al fine di promuovere gli interventi di restauro e recupero delle facciate di palazzi e condomìni. Una misura che servirà a migliorare l’aspetto delle città italiane.

Si tratta di un credito di imposta del 90% sulle spese sostenute per il restauro ed il recupero delle facciate degli edifici.

Infatti, come scrive il ministro Franceschini:

Nella legge di bilancio una norma coraggiosa che renderà più belle le città italiane. Con il Bonus Facciate un credito fiscale del 90% per chi rifà nel 2020 la facciata di casa o del condominio, in centro storico o in periferia, nelle grandi città o nei piccoli comuni.

L’agevolazione mira, quindi, alla riqualificazione del patrimonio edilizio nazionale ed al decoro urbano, con effetti sicuramente positivi anche per il settore edile.

Piano Cashless

Prevista la realizzazione di un piano finalizzato ad aumentare i pagamenti elettronici predisponendo, inoltre:

  • l’introduzione di un super bonus da riconoscersi all’inizio del 2021 in relazione alle spese effettuate con strumenti di pagamento tracciabili nei settori in cui è ancora molto diffuso l’uso del contante;
  • l’istituzione di estrazioni e premi speciali per le spese pagate con moneta elettronica;
  • le sanzioni per la mancata accettazione dei pagamenti con carte di credito o bancomat.

Iva

Al fine di evitare un aumento delle imposte a carico dei consumatori, è prevista la cancellazione clausola dell’Iva. Per il 2020 quindi dovrebbe essere evitato l’aumento dell’IVA.

Imprese e innovazione

Si stanziano le risorse necessarie a proseguire gli incentivi del programma “Industria 4.0” per sostenere gli investimenti privati e favorire il rinnovo dei sistemi produttivi: tra questi:

  • il fondo centrale per le piccole e medie imprese;
  • il super e l’iper ammortamento (per beni tecnologici, software ed economia circolare);
  • il rifinanziamento della legge Sabatini;
  • il credito di imposta per la “Formazione 4.0”.

Investimenti pubblici e privati e ambiente

Prevista l’istituzione di 2 nuovi fondi:

  • uno per finanziare gli investimenti dello Stato e degli enti territoriali;
  • uno per contribuire (con garanzie, debito o apporto di capitale di rischio) alla realizzazione di investimenti privati sostenibili nell’ambito del green new deal.

Alle suddette risorse vanno, inoltre, aggiunte quelle relative al sostegno degli investimenti privati sotto forma di contributi e di incentivi.

Cuneo fiscale

Prende il via un percorso di diminuzione strutturale della pressione fiscale sul lavoro e di riforma complessiva del regime Irpef per tutti i lavoratori dipendenti: già dal 2020 si riduce il cuneo fiscale a carico dei lavoratori.

Mezzogiorno

Vengono destinate risorse ad interventi per incentivare gli investimenti delle imprese, alle infrastrutture sociali e al risparmio energetico nelle regioni del Mezzogiorno.

Contratti pubblici

Sono stati aumentati gli stanziamenti del triennio 2019-2021 per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego del comparto Stato.

Lotta all’evasione

Al fine di contrastare l’evasione e le frodi fiscali in più settori è previsto:

  • un inasprimento delle pene per i grandi evasori;
  • l’introduzione di misure per contrastare l’illecita somministrazione di manodopera e l’aggiramento della normativa contrattuale in tema di appalti da parte di cooperative o imprese fittizie;
  • il rafforzamento di misure contro le frodi nel settore dei carburanti;
  • il rafforzamento al contrasto all’evasione e all’illegalità nel settore dei giochi, attraverso l’istituzione del registro unico degli operatori del gioco pubblico e il blocco dei pagamenti per i soggetti che operano dall’estero senza concessione, anche attraverso l’istituzione dell’agente sotto copertura.

Famiglie

Vengono destinate ulteriori ingenti risorse agli interventi per la famiglia, che saranno oggetto di un piano di razionalizzazione e semplificazione.

Salute

a partire dalla seconda metà del 2020 è prevista la cancellazione del superticket nella sanità ed un incremento delle risorse per il sistema sanitario nazionale, destinate comunque ad aumentare nel prossimo triennio.

Previdenza e welfare

Prevista la conferma del sussidio economico che accompagna alla pensione le categorie di lavoratori da tutelare (cosiddetta APE Social) e la possibilità per le lavoratrici pubbliche e private di andare in pensione anticipata anche per il 2020 (la cosiddetta Opzione Donna).

Canone RAI

Confermata anche per il 2020 l’esenzione dal canone RAI per gli anziani a basso reddito.

Persone diversamente abili

Vengono stanziate risorse necessarie all’attuazione della delega per le politiche di sostegno alle persone diversamente abili.

Previste anche nuove risorse in 3 distinti fondi:

  • la tutela del diritto al lavoro;
  • l’assistenza;
  • le esigenze di mobilità.

Distanze tra edifici: chiarimenti sull’altezza massima delle nuove costruzioni

Tar Calabria: nel caso in cui la disciplina urbanistico-edilizia prescriva che l’altezza massima di nuovi edifici non possa superare quella degli edifici preesistenti circostanti, tale parametro deve riferirsi esclusivamente agli edifici limitrofi a quello da costruire
In materia di distanze tra edifici, il riferimento del DM 1444/1968 agli edifici “circostanti” si riferisce ai soli edifici “limitrofi” alla nuova costruzione.
Lo ha affermato il Tar Calabria nella sentenza 387/2019 dello scorso 17 giugno, che ha respinto il ricorso proposto contro il provvedimento con il quale un comune aveva negato al proprietario di un edificio il rilascio del permesso di costruire per la realizzazione di lavori di sopraelevazione.
Secondo il ricorrente, l’art.8 del DM 1444/1968 prevede per la zona B un’altezza massima non superiore “all’altezza degli edifici preesistenti e circostanti”, per cui il comune avrebbe erroneamente preso a riferimento l’altezza degli edifici in aderenza mentre nella più ampia area di prossimità sarebbero presenti fabbricati la cui altezza è superiore a quella del progetto respinto dagli uffici comunali.
Ma il Tar non è dello stesso avviso, poiché la ratio del DM 1444/1968 – nel riferirsi all’altezza ‘degli edifici preesistenti e circostanti’ – è quella di “porre a riferimento della nuove costruzioni, o dell’ampliamento di costruzioni esistenti, l’altezza degli immobili contigui al fine di mantenere, in un assetto edilizio circoscritto e già consolidato (la zona urbanistica è classificata come “residenziale satura”) caratteristiche di omogeneità. Pertanto, nel caso in cui la disciplina urbanistico-edilizia prescriva che l’altezza massima degli edifici di nuova costruzione non possa superare l’altezza di quelli “preesistenti circostanti”, il Collegio ritiene che tale parametro (gli edifici “circostanti”) non può che riferirsi agli edifici limitrofi a quello costruendo, coerentemente con la ratio della norma, preordinata ad evitare che fabbricati contigui o strettamente vicini presentino altezze marcatamente differenti e a far sì che restino omogenei gli assetti costruttivi rientranti in zone di limitata estensione (cfr. da ultimo per un analogo iter argomentativo Cons. Stato n. 4553/2014, n. 3184/2013)” (TAR Napoli, sez. VII, sentenza n. 4102 del 26 agosto 2016).
I ‘paletti’ delle distanze tra costruzioni
L’art. 8 del decreto interministeriale n.1444/1968 dispone:
per le zone A (parti di territorio interessate da agglomerati urbani che rivestano carattere storico, artistico e di particolare pregio ambientale), che l’altezza massima di ogni nuovo edificio (o di trasformazione di edificio esistente) non può superare l’altezza degli edifici circostanti di carattere storico-artistico (comma 1, punto 1);
per le zone B (parti di territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A), che l’altezza massima dei nuovi edifici non può superare l’altezza degli edifici preesistenti e circostanti, con la eccezione di edifici che formino oggetto di piani particolareggiati o lottizzazioni convenzionate con previsioni plano volumetriche, sempre che rispettino i limiti di densità fondiaria (comma 1, punto 2).
Le novità dello Sblocca Cantieri in materia di distanze
Ricordiamo, infine, che il decreto Sblocca Cantieri (32/2019) ha introdotto una norma interpretativa riferita all’art.9 del DM 1444/1968: nel riferirsi, per la zona B del territorio comunale, all’altezza degli edifici preesistenti e circostanti, si fa riferimento delle nuove costruzioni (o dell’ampliamento di costruzioni esistenti) all’altezza degli immobili contigui e non all’altezza degli edifici del quartiere.

Bonus Sud 2019, al via le domande per gli incentivi alle assunzioni

Bonus Sud 2019: esonero contributivo per le aziende del Sud che assumono a tempo indeterminato giovani under 35 o disoccupati. Requisiti e modalità

E’ attivo dal 1° gennaio il bonus Sud 2019, riconfermato anche per il 2019 e 2020 dalla legge di Bilancio 2019.
Con il decreto n. 178/2019, l’ANPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro) è istituito l’Incentivo Occupazione Sviluppo Sud, la cui gestione della misura è affidata all’INPS, in qualità di Organismo Intermedio.

Bonus Sud 2019
Il bonus Sud è l’agevolazione per le assunzioni da parte delle aziende di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, Abruzzo, Molise e Sardegna, di lavoratori disoccupati iscritti alle liste di disoccupazione, indipendentemente dalla residenza della persona da assumere e dalla sede legale del datore di lavoro.
Si tratta di un esonero contributivo annuale con importo massimo pari a 8.060 euro, in 12 quote mensili non superiori a 671,66 euro, per le assunzioni effettuate tra il 1° gennaio 2019 e il 30 aprile 2019 a tempo indeterminato di giovani o di disoccupati in regioni “meno sviluppate” o “in transizione”, nei limiti delle risorse specificamente stanziate.
Il decreto n. 311/2019 dell’ANPAL, grazie anche a nuove risorse stanziate con il decreto Crescita 2019 (un ulteriore stanziamento di 200 milioni, sommato ai 120 precedentemente stanziati), ha esteso a tutto il 2019 il periodo nel quale fruire dell’incentivo.

I requisiti
L’incentivo spetta alle assunzioni, nei primi 4 mesi del 2019, di:
giovani a tempo indeterminato con età compresa tra i 16 ed i 34 anni d’età
disoccupati da almeno 6 mesi e senza limiti di età.
I neoassunti, inoltre, non devono aver avuto un rapporto di lavoro negli ultimi sei mesi con il datore di lavoro che li assume. Il requisito di disoccupazione (art. 4, dl4/2019) è lo status riconosciuto ai lavoratori con reddito da lavoro dipendente o autonomo al quale corrisponda un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni fiscali, ossia fino 8 mila euro per i dipendenti e fino a 4.800 per gli autonomi.
Di seguito specificati i requisiti necessari per le imprese e i lavoratori :
imprese:
datori di lavoro privati, anche non imprenditori
sede di lavoro nelle i Regioni “meno sviluppate”(Basilicata, Calabria, Campania, Sardegna, Sicilia) e Regioni “in transizione”(Abruzzo,Molise, Puglia)
Nel caso di spostamento della sede di lavoro al di fuori da una delle Regioni in cui è previsto l’incentivo, l’agevolazione cessa a partire dal mese di paga successivo al trasferimento.

lavoratori:
giovani disoccupati tra i 16 e i 34 anni
disoccupati oltre 35 anni se privi di impiego da almeno 6 mesi o che non hanno svolto attività di lavoro autonomo o parasubordinato con reddito che corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alla misura delle detrazioni spettanti ai sensi dell’articolo 13 del TUIR.
Per entrambe le categorie è necessario non aver avuto precedenti rapporti di lavoro con la stessa azienda o da una azienda controllata, tranne nel caso di trasformazioni da contratti a termine si conteggiano i rapporti di lavoro di durata della durata di almeno sei mesi.

I contratti agevolabili
L’incentivo è rivolto alle assunzioni a tempo indeterminato, sia a tempo pieno che part-time, anche a scopo di somministrazione, ai rapporti di apprendistato e ai rapporti di lavoro subordinato in una cooperativa di lavoro; ossia rientrano nell’agevolazione le seguenti tipologie di contratto:
assunzioni o trasformazioni di contratti a termine in contratti a tempo indeterminato, anche a scopo di somministrazione
rapporti di apprendistato professionalizzante
rapporti di lavoro subordinato con una cooperativa con vincolo associativo
Sono, invece, esclusi i seguenti:
contratto di lavoro domestico
contratto di lavoro intermittente
prestazioni di lavoro occasionale
contratti di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore, contratti di apprendistato di alta formazione e di ricerca

Importo e durata dell’incentivo
Il bonus Sud prevede lo sgravio della contribuzione previdenziale fino a 8.060 euro annui, applicato su base mensile, pari a 671,66 euro mensili e a 21,66 euro per ogni giorno di fruizione.
La durata dello sgravio si applica per 12 mensilità.
Per le assunzioni del 2018 è fruibile entro il 29 febbraio 2020; per le assunzioni nel 2019 è fruibile entro il 28 febbraio 2021.

Modalità di richiesta
Il 16 luglio 2019 l’Inps ha pubblicato la circolare n. 102/2019 contenente le istruzioni e le modalità di richiesta da parte dei datori di lavoro che hanno effettuato o vogliono effettuare le assunzioni.per la domanda e di fruizione dell’incentivo anche nel flusso Unimens.
In particolare, i datori di lavoro devono inoltrare all’Inps, tramite il modulo di istanza on-line “IOSS”, una domanda preliminare di ammissione all’incentivo, indicando i seguenti dati:
il lavoratore nei cui confronti è intervenuta o potrebbe intervenire l’assunzione ovvero la trasformazione a tempo indeterminato di un precedente rapporto a termine
la regione e la provincia di esecuzione della prestazione lavorativa, che devono rientrare tra le regioni per le quali è previsto il finanziamento
l’importo della retribuzione mensile media, comprensiva dei ratei di tredicesima e quattordicesima mensilità
la misura dell’aliquota contributiva datoriale che può essere oggetto dello sgravio.
Avviata la procedura telematica, possono dunque partire le richieste che verranno smaltite in base alla data di avvio del contratto di lavoro (per quelle del passato) e in base alla data di presentazione della domanda (per le prossime).
L’Inps a quel punto consulta gli archivi Anpal per conoscere il soggetto, calcola l’importo dell’incentivo spettante, verifica se esiste la copertura necessaria e informa, mediante comunicazione in calce al medesimo modulo di istanza, che è stato prenotato in favore del datore di lavoro l’importo dell’incentivo per l’assunzione del lavoratore indicato nell’istanza preliminare.
Ecco i contenuti della circolare Inps:

Premessa
Datori di lavoro che possono accedere al beneficio
Lavoratori per i quali spetta l’incentivo
Ambito territoriale di ammissione all’incentivo e risorse stanziate
Datori di lavoro con sede legale in regione diversa dalle regioni ammesse. Indicazioni per i datori di lavoro e Strutture territoriali competenti. Attribuzione codice autorizzazione “0L”
Rapporti incentivati
Assetto e misura dell’incentivo
Condizioni di spettanza dell’incentivo
Compatibilità con la normativa in materia di aiuti di Stato
Coordinamento con altri incentivi
Procedimento di ammissione all’incentivo. Adempimenti dei datori di lavoro
Definizione cumulativa posticipata delle prime istanze
Datori di lavoro che operano con il sistema UniEmens. Modalità di esposizione dei dati relativi alla fruizione dell’incentivo
Datori di lavoro agricoli che operano con il sistema DMAG
Datori di lavoro UniEmens sezione <ListaPosPA>. Compilazione della dichiarazione contributiva
Istruzioni contabili

In Gazzetta la legge Crescita: novità per tecnici, imprese e cittadini

In vigore dal 30 giugno le nuove misure contenute nella legge Crescita: superammortamento, sconti alternativi a ecobonus e sismabonus, sgravi Imu-Tasi e tanto altro

Molte le novità in arrivo per professionisti, imprese e cittadini: è stata infatti pubblicata in Gazzetta Ufficiale (supplemento ordinario n. 26/L n. 151 del 29 giugno 2019) la legge 28 giugno 2019, n. 58 (la cosiddetta “legge Crescita”) recante:

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, recante misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi.

Il provvedimento introduce:

Capo I – Misure fiscali per la crescita economica (artt. 1-16)
Capo II – Misure per il rilancio degli investimenti privati (artt. 17-30)
Capo III -Tutela del Made in Italy  (artt. 31-32)
Capo IV – Ulteriori misure per la crescita (artt. 33-50)

Di seguito una sintesi delle principali novità di interesse per tecnici, imprese e cittadini per il rilancio dell’edilizia, dalla riqualificazione edilizia ed energetica degli immobili, sismabonus potenziato sull’acquisto di case antisismiche, sconto immediato alternativo all’ecobonus, conferma del superammortamento, fino alle modifiche alla nuova Sabatini.

Maggiorazione dell’ammortamento per i beni strumentali nuovi

Reintrodotto dal 1° aprile 2019 il superammortamento al 130% per l’acquisto di beni strumentali nuovi.

Rispetto alle norme previgenti, il provvedimento introduce un tetto di 2,5 milioni di euro agli investimenti agevolabili; la maggiorazione non si applica, quindi, sulla parte di investimenti complessivi eccedenti il limite di 2,5 milioni di euro.

Per i soggetti titolari di reddito d’impresa e per gli esercenti arti e professioni che effettuano investimenti in beni materiali strumentali nuovi il costo di acquisizione è maggiorato del 30%.

La maggiorazione del costo si applica:

  • dal 1° aprile 2019 al 31 dicembre 2019
  • entro il 30 giugno 2020, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2019 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione, con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria.

Come già disposto dalla legge di Bilancio 2018, sono esclusi dal superammortamento gli investimenti in veicoli e altri mezzi di trasporto, sia che vengano utilizzati esclusivamente per l’esercizio dell’impresa (la cui deducibilità è integrale), sia che vengano usati con finalità non esclusivamente imprenditoriali.

Revisione mini-IRES

Abbandonata definitivamente l’ipotesi di una mini-IRES pari al 15%.

Secondo le nuove regole, l’IRES per gli utili disponibili e reinvestiti (v. definizione art. 1 comma 2 del dl crescita) subirà le seguenti rimodulazioni:

Anno Aliquota IRES
Anno 2019 IRES pari al 22,5%
Anno 2020 IRES pari al 21,5%
Anno 2021 IRES pari al 21%
Anno 2022 IRES pari al 20,5%

Deducibilità IMU

Aumentata gradualmente dal 40% al 70% la deducibilità IMU sugli immobili strumentali delle imprese e dei lavoratori autonomi, come i capannoni, dalle imposte sui redditi; in particolare:

  • dal 40% al 50% per il periodo d’imposta 2019
  • al  60% per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019
  • al 60% per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2020
  • al 70% per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2021.

Presentazione dichiarazione Imu-Tasi

Slitta al 31 dicembre (rispetto al 30 giugno) dell’anno successivo a quello in cui si è verificato il presupposto impositivo, il termine per la presentazione della dichiarazione Imu-Tasi.

Regime forfetario

Per i contribuenti che applicano il regime forfettario e che si avvalgono dell’impiego di dipendenti e collaboratori è previsto l’obbligo di effettuare le ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente, con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2019.

Incentivi per la valorizzazione edilizia

Al fine di incentivare il recupero di vecchi edifici, è stato introdotto un regime di tassazione agevolata per gli interventi che consentono di raggiungere classi energetiche elevate nel rispetto delle norme antisismiche: per le imprese che acquistano interi fabbricati per riqualificarli e rivenderli è previsto, fino al 31 dicembre 2021, l’applicazione dell’imposta di registro e delle imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro ciascuna, a condizione che entro i successivi 10 anni provvedano:

  • alla demolizione e ricostruzione degli immobili, conformemente alla normativa antisismica e con il conseguimento della classe energetica A o B, anche con variazione volumetrica rispetto al fabbricato preesistente ove consentita dalle vigenti norme urbanistiche
  • all’alienazione degli stessi.

Per accedere alla tassazione agevolata, gli interventi devono essere conformi alla normativa antisismica e permettere il conseguimento della classe energetica A, B o NZEB – Near Zero Energy Building.

Inoltre, al fine di favorire trasferimenti di fabbricati da sottoporre ad interventi di recupero, è introdotto il seguente incentivo fiscale: l’importo complessivo e fisso del trasferimento è di 600 euro in luogo dell’applicazione dell’imposta di registro dei trasferimenti immobiliari pari al 9% del valore dell’immobile dichiarato, più ipotecarie e catastali complessivamente pari a 100 euro.

Esenzione Tasi

Dal 1° gennaio 2022 è prevista l’esenzione dal pagamento della TASI (tributo per i servizi indivisibili) sugli immobili costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita. L’agevolazione permane fin quando l’immobile non sia venduto o affittato.

Estensione degli interventi agevolativi al settore edile

Le piccole e medie imprese del settore edile in difficoltà e titolari di crediti certificati nei confronti delle pubbliche Amministrazioni, potranno accedere al Fondo di garanzia per le Pmi: concessa, quindi, alle imprese dell’edilizia la possibilità di poter accedere alla Sezione speciale del Fondo di garanzia per le Pmi introdotto dal Dl Semplificazioni (n.135/2018).

La garanzia copre un importo pari al massimo all’80% dell’esposizione alla data dell’11 febbraio 2019 e fino a un importo massimo di 2,5 milioni di euro.

Sisma bonus

Estese le detrazioni previste per gli interventi di rafforzamento antisismico realizzati mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici anche all’acquirente delle unità immobiliari ricomprese nelle zone classificate a rischio sismico 2 e 3.

Fino ad ora l’agevolazione riguardava esclusivamente le zone a rischio sismico 1.

Pertanto, anche chi acquista un’unità immobiliare in un edificio demolito e ricostruito nelle zone 2 o 3 potrà ottenere una detrazione, su un ammontare massimo di spesa non superiore a 96.000 euro, pari al:

  • 75% del prezzo se dalla realizzazione degli interventi deriva una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a una classe di rischio inferiore
  • 85% se si ottiene invece il passaggio a due classi di rischio inferiore

cui corrisponde una detrazione massima di:

  • 72.000 euro con riduzione di una classe di rischio sismico
  • 81.600 euro in caso di riduzione di 2 classi di rischio sismico.

L’agevolazione viene concessa per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 e la detrazione è ripartita in 5 quote annuali di pari importo.

Modifiche alla disciplina degli incentivi per gli interventi di efficienza energetica e rischio sismico

Introdotta la possibilità per il soggetto che sostiene le spese per gli interventi di efficienza energetica e di riduzione del rischio sismico di ricevere, in luogo della detrazione, un contributo anticipato dal fornitore che ha effettuato l’intervento, sotto forma di sconto sul corrispettivo spettante.

Tale contributo è recuperato dal fornitore sotto forma di credito d’imposta, di pari ammontare, da utilizzare in compensazione, in 5 quote annuali di pari importo, senza l’applicazione dei limiti di compensabilità.

I fornitori che hanno effettuato gli interventi hanno, a loro volta, la facoltà di cedere il credito d’imposta ai propri fornitori di beni e servizi. Stessa facoltà è stata concessa ai beneficiari di detrazioni per interventi di realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici, con installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia, nonché ai relativi fornitori.

Entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del dl 34/2019, sarà emanato il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate in cui sono definite le modalità attuative delle suddette disposizioni.

Semplificazione in materia di termine per l’emissione della fattura

A partire dal 1° luglio 2019, la fattura dovrà essere emessa entro 12 giorni dal momento dell’effettuazione dell’operazione.

Estensione della definizione agevolata delle entrate regionali e degli enti locali

Al via la rottamazione ter: gli enti territoriali possono disporre la definizione agevolata delle proprie entrate, anche tributarie, con stralcio della sanzione, circa le ingiunzioni di pagamento ricevute dal 2000 al 2017 al netto delle sanzioni.

Gli enti locali possono stabilire entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto Crescita, l’esclusione delle sanzioni relative a tali entrate; saranno gli stessi enti a stabilire:

  • il numero delle rate e le relative scadenze, che non possono superare il 30 settembre 2021
  • le modalità con cui il debitore manifesta la volontà di avvalersi della definizione agevolata
  • i termini per la presentazione dell’istanza di adesione alla definizione.

Fondo garanzia prima casa

Al Fondo di garanzia per la prima casa sono assegnati 100 milioni di euro nell’anno 2019; ridotta, inoltre, all’8%, (dal 10%) la percentuale minima del finanziamento da accantonare a copertura del rischio.

Nuova Sabatini

In arrivo novità anche per la Nuova Sabatini, la misura a sostegno delle micro, piccole e medie imprese che consente loro di accedere a finanziamenti agevolati per investimenti in nuovi macchinari, impianti e attrezzature, compresi i cd. investimenti in beni strumentali Industria 4.0, concessi dalle banche e dagli intermediari finanziari autorizzati all’esercizio dell’attività di leasing finanziario, e di ottenere un correlato contributo statale in conto impianti rapportato agli interessi calcolati in via convenzionale sui predetti finanziamenti.

In particolare, la norma introduce:

  •  tra i soggetti abilitati a rilasciare i predetti finanziamenti agevolati anche gli altri intermediari finanziari iscritti al relativo albo di cui all’articolo 106 del TUB (D.Lgs. 385/1993), che statutariamente operano nei confronti delle Pmi
  • un aumento dell’importo massimo del finanziamento agevolato concedibile a ciascuna impresa durante il periodo dell’intervento, portandolo da 2 a 4 milioni di euro
  • l’erogazione di un contributo in un’unica soluzione a fronte di finanziamenti di importo non superiore a 100.000 euro

Nuove imprese a tasso zero, Smart & Start e Digital Transformation

Al fine di favorire la trasformazione digitale dei processi produttivi delle Pmi, imprese di piccola e media dimensione, con decreto di natura non regolamentare del Ministero dello Sviluppo economico sono stabiliti i criteri, le condizioni e le modalità per la concessione di agevolazioni finanziarie nella misura massima del 50% dei costi ammissibili definite nei limiti stabiliti dal regolamento UE n. 1407/2013.

Le agevolazioni sono dirette a sostenere la realizzazione dei progetti di trasformazione tecnologia e digitale aventi le seguenti caratteristiche:

  • essere diretti all’implementazione delle tecnologie abilitanti individuate nel piano Impresa 4.0 (advanced manufacturing solutions, addittive manufacturing, realtà aumentata, simulation, integrazione orizzontale e verticale, industrial internet, cloud, cybersecuruty, big data e analytics)
  • presentare un importo di spesa almeno pari a 200.000 euro.

Contributi ai Comuni

Erogati ai Comuni 500 milioni di euro per l’anno 2019, per interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile. Le risorse saranno proporzionali alla popolazione dei Comuni: da un minimo di 50.000 euro per i Comuni fino a 5.000 abitanti ad un massimo di 250.000 euro per quelli oltre i 250.000 abitanti.

In particolare, i contributi sono destinati a misure di:

  • efficientamento energetico, compresi interventi volti all’efficientamento dell’illuminazione pubblica, al risparmio energetico negli edifici di proprietà pubblica o destinati all’uso pubblico, nonché all’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e al risparmio energetico degli edifici di proprietà pubblica, anche quelli di edilizia residenziale pubblica
  • sviluppo territoriale sostenibile, ivi compresi interventi per l’adeguamento e la messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale, per l’abbattimento delle barriere architettoniche, nonché progetti in materia di mobilità sostenibile.

I contributi sono corrisposti dal MEF, su richiesta del MISE, sulla base della popolazione residente alla data del 1° gennaio 2018, secondo i dati pubblicati dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT). I Comuni beneficiari del contributo sono tenuti a iniziare l’esecuzione delle opere pubbliche entro il 31 ottobre 2019, a pena di decadenza automatica dall’assegnazione del contributo stesso.

Messa in sicurezza delle scuole

Gli Enti beneficiari di finanziamenti statali per la messa in sicurezza delle scuole, in caso di ritardi da parte di Consip o Invitalia, tenuti a pubblicare gli atti di gara entro novanta giorni dalla presentazione alle stesse, potranno affidare le gare di importo fino alle soglie comunitarie (5,5 milioni di euro) con procedura negoziata previa consultazione di almeno 15 operatori economici, ove esistenti.

Tutela del made in Italy

Predisposta la tutela dei marchi storici italiani, con l’istituzione di un apposito registro; inoltre, ai consorzi nazionali che operano nei mercati esteri al fine di assicurare la tutela dell’originalità dei prodotti italiani, compresi quelli agroalimentari, venduti all’estero, è concessa un’agevolazione pari al 50%o delle spese sostenute per la tutela legale dei propri prodotti colpiti dal fenomeno dell’Italian Sounding (imitazione di un prodotto/denominazione/marchio attraverso un richiamo alla presunta italianità). L’agevolazione è concessa fino ad un importo massimo annuale per soggetto beneficiario di euro 30.000.

Nuove assunzioni

Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è autorizzato ad assumere, a partire dal 1° dicembre 2019, 100 unità di personale, con contratto a tempo indeterminato, di alta specializzazione ed elevata professionalità, per efficientare e velocizzare lo svolgimento dei compiti dei Provveditorati interregionali alle opere pubbliche. Nel dettaglio, le assunzioni riguardano il seguente personale (da inquadrare nel livello iniziale dell’Area III del comparto delle funzioni centrali):

  • 80 unità di elevata professionalità tecnica, da individuare tra architetti, ingegneri, geologi e, come specificato nel corso dell’esame in Commissione, dottori agronomi e dottori forestali
  • 20 giuristi, esperti di gare e contratti pubblici
  • 20 giuristi, esperti di gare e contratti pubblici

L’assunzione degli 80 tecnici e 20 giuristi, da destinare ai Provveditorati interregionali alle Opere pubbliche, ha lo scopo di accelerare l’affidamento delle gare d’appalto.

Fondo salva opere

Tra le misure introdotte dalla legge Crescita si segnala il “Fondo salva opere” a tutela del subappalto, al fine di sbloccare i cantieri fermi, garantendo il rapido completamento delle opere pubbliche e la tutela dei lavoratori delle imprese edili.

E’ prevista, in pratica, l’istituzione di un fondo alimentato dal versamento di un contributo pari allo 0,5% del valore del ribasso offerto dall’aggiudicatario delle gare di appalti pubblici di lavori, nel caso di:

  • lavori, per importo a base d’appalto pari o superiore a euro 200.000
  • servizi e forniture, nel caso di importo a base d’appalto pari o superiore a euro 100.000.

Le risorse del Fondo, una dotazione di 45,5 milioni di euro, 12 per il 2019 e 33,5 per il 2020, sono destinate a soddisfare nella misura massima del 70% i crediti insoddisfatti dei sub-appaltatori, dei sub-affidatari e dei sub-fornitori nei confronti dell’appaltatore ovvero, nel caso di affidamento a contraente generale, dei suoi affidatari di lavori, quando questi sono assoggettati a procedura concorsuale, nei limiti della dotazione del Fondo.

Il Fondo andrà a risollevare i crediti verso le aziende interessate, imprese sub-appaltatrici e sub-fornitrici che non vengono pagate dal General contractor in crisi, crisi avviate dopo il 1° gennaio 2018.

Misure a sostegno della liquidità delle imprese

All’articolo 159 del codice appalti (dlgs n. 50/2016) è inserito il seguente comma 4-bis:

In caso di contratti ad impegno pluriennale superiore a tre anni, l’importo dell’anticipazione di cui all’articolo 35, comma 18, del presente codice è calcolato sul valore delle prestazioni di ciascuna annualità contabile del contratto di appalto, stabilita nel cronoprogramma dei pagamenti, ed e’ corrisposto entro quindici giorni dall’effettivo inizio della prima prestazione utile relativa a ciascuna annualità, secondo il cronoprogramma delle prestazioni»

Credito d’imposta per la partecipazione di PMI a fiere internazionali

Al fine di migliorare il livello e la qualità’ di internazionalizzazione delle PMI italiane, alle imprese esistenti alla data del 1° gennaio 2019 e’ riconosciuto, per il periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore della legge, un credito d’imposta nella misura del 30% delle spese, fino ad un massimo di 60.000 euro, per le spese di partecipazione a manifestazioni fieristiche internazionali di settore che si svolgono in Italia o all’estero, relativamente alle spese per:

  • l’affitto degli spazi espositivi
  • l’allestimento dei medesimi spazi
  • le attività pubblicitarie, di promozione e di comunicazione, connesse alla partecipazione.

Il credito d’imposta e’ riconosciuto fino all’esaurimento dell’importo massimo pari a 5 milioni di euro per l’anno 2020 ed è utilizzabile, esclusivamente in compensazione.

Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
sono stabilite le disposizioni applicative del presente articolo.

Adempimenti dello Sportello unico per l’edilizia in materia di sicurezza nei cantieri edili (art. 90 c. 10 D. Lgs. n. 81/08)

SOSPENSIONE DELL’EFFICACIA DEL TITOLO ABILTATIVO E DEI LAVORI

Nel caso d’inizio dei lavori in assenza dei documenti sotto citati su segnalazione dell’ASL, della Direzio-ne provinciale del lavoro, o del Prefetto , il responsabile dello Sportello unico, sospende l’efficacia del ti-tolo abilitativo e ordina l’immediata sospensione dei lavori fino all’adempimento omesso, che gli sarà comunicato dai citati organi di controllo, nei seguenti casi :
 Per mancanza del piano di sicurezza e coordinamento. (Se previsto. Artt. 91 c1 lettera (a e 100 D. Lgs. n. 81/08) – (Su segnalazione: ASL)
 Per mancanza del fascicolo. (Se previsto. Art. 91 c. 1 lettera (b D. Lgs. n. 81/08) – (Su segnalazione: ASL)
 Per mancanza della notifica preliminare. (Se prevista. Art. 99 D. Lgs. n. 81/08) – (Su segnalazione: Lavoro – ASL – Prefetto)
Stesso adempimento anche da parte dello stesso Sportello unico, nel caso che l’ufficio non riesca ad ac-quisire presso l’Inps/Inail/Cassa edile, il DURC , per la mancata comunicazione agli istituti dei dati (o contributi) necessari, da parte dell’impresa. (Art. 90 c. 10 D. Lgs. N. 81/08) – (Accertamento diretto) –

COMUNICAZIONE ALLE AUTORITÀ COMPETENTI DELLE VIOLAZIONI ACCERTATE DIRETTAMENTE
Le violazioni sotto notate vengono accertate direttamente dallo Sportello unico per l’edilizia.
Lo Sportello trasmette, agli organi di controllo interessati, la comunicazione di accertamento di violazioni amministrative (previste dall’art. 90 c. 9 e 10 del D. Lgs. n. 81/08), per l’adozione dei provvedimenti di com-petenza.
Nel particolare l’infrazione è accertata direttamente dall’ufficio, quando il committen-te/responsabile/titolare del titolo:
 Non ha comunicato alle varie istituzioni i dati relativi al personale dipendente, non ottemperando a quanto previsto dalla legislazione, e di fatto, senza consentire a questo ufficio l’acquisizione dei dati necessari per lo stesso DURC. (Di cui all’art. 90 c. 9/c D. D. Lgs. n. 81/08). (INPS/INAIL/Cassa Edile/Lavoro):
a) Sempre obbligatorio
 Ha omesso di trasmettere a quest’ufficio la notifica preliminare (Se prevista. Di cui all’art. 90 c. 9/c D. D. Lgs. n. 81/08). (Lavoro – ASL) – Obbligatoria per:
a) Cantieri di cui all’articolo 90, comma 3. (Nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea).
b) Cantieri che, inizialmente non soggetti all’obbligo di notifica, ricadono nelle categorie di cui alla lettera a) per effetto di varianti sopravvenute in corso d’opera;
c) Cantieri in cui opera un’unica impresa la cui entità presunta di lavoro non sia inferiore a duecento uomini-giorno.
 Ha omesso di comunicare a quest’ufficio la verifica dell’idoneità tecnico-professionale delle imprese affidatarie, delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi in relazione alle funzioni o ai lavori da affidare, presentando le autocertificazioni in ordine al possesso degli altri requisiti previsti. (Lavoro – ASL)
 Ha omesso di comunicare a quest’ufficio l’organico medio annuo, distinto per qualifica, corredata dagli estremi delle denunce dei lavoratori effettuate alle istituzioni previste (INPS – INAIL – Cassa edile), (e quant’altro previsto dall’art. 90 c. 9/ a, b del D. Lgs. n. 81/08). (Lavoro – ASL)

Il proprietario del terreno è sempre responsabile dell’abuso edilizio?

Cassazione: proprietario e committente entrambi responsabili dell’abuso edilizio, a meno che il proprietario non dia prova certa della propria estraneità

Con la sentenza n. 19225/2019 la Corte di Cassazione è intervenuta ancora una volta sul tema degli abusi edilizi e la responsabilità del proprietario del terreno su cui si è realizzato l’abuso.
Nel caso di opere edilizie abusive realizzate su fondi altrui, il proprietario del terreno è comunque responsabile; a meno che non dia la prova certa che l’attività considerata illecita sia stata realizzata contro la sua volontà: questo l’importante chiarimento arrivato dalla Cassazione.
Il caso
Il Tribunale di Napoli dichiara la proprietaria di un terreno ed il committente responsabili di aver realizzato un manufatto di circa 80 m² in assenza del permesso di costruire, in zona vincolata, e li condanna alla pena di mesi 10 di reclusione ciascuno.
La Corte d’appello di Napoli, confermando poi la sentenza del Tribunale di Napoli, ha individuato il fondamento della responsabilità della proprietaria, dando rilievo non solo al titolo proprietario del terreno, sul quale era in corso di edificazione il manufatto abusivo, ma anche alla presenza dell’imputata al momento del sopralluogo ed al rapporto di parentela esistente con l’esecutore materiale delle opere abusive.
Avverso tale sentenza gli imputati propongono ricorso per Cassazione; la proprietaria, in relazione all’affermazione di responsabilità, lamenta che la condanna si sia basata esclusivamente sul titolo di proprietaria del terreno ove erano state realizzate le opere abusive.
In particolare essa sosteneva di non poter essere in alcun modo considerata responsabile per un fatto interamente compiuto e realizzato da parte di altri, essendo state tali opere compiute a sua insaputa e contro la sua volontà, dato che non aveva ricevuto alcuna informazione circa la loro esecuzione.
Decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara proprietaria e committente entrambi responsabili e li condanna al pagamento delle spese processuali ed al versamento delle ammende.
Ai sensi dell’art.29, comma 2, del dpr 380/2001 il direttore dei lavori è sempre responsabile degli abusi edilizi commessi nel suo cantiere; diversamente, per i proprietari del terreno su cui sono realizzati gli interventi illegittimi bisogna che gli stessi dimostrino la loro estraneità, ossia che si tratti di opere realizzate a loro insaputa e senza la loro volontà.
In particolare, per confermare la responsabilità dei proprietari del terreno su cui sono realizzati gli interventi illegittimi è necessario fare delle valutazioni caso per caso:
se il proprietario del terreno non ha commissionato l’abuso, ed è quindi rimasto estraneo all’attività edificatoria, non ha la responsabilità degli interventi illegittimi
se il proprietario, anche se non ha commissionato direttamente i lavori, è a conoscenza degli abusi da cui può trarne dei benefici, è responsabile degli interventi illegittimi
In tema di reati edilizi, l’individuazione del comproprietario non committente quale soggetto responsabile dell’abuso edilizio può essere desunta da diversi elementi oggettivi:
presentazione della domanda di condono edilizio
piena disponibilità giuridica e di fatto del suolo
interesse specifico ad edificare la nuova costruzione
rapporti di parentela o affinità con il proprietario-committente.

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