Fisco

7 Febbraio 2021

Superbonus e visto di conformità: ok all’autoapplicazione

Con la risposta all’interpello n. 61/2021, l’Agenzia delle Entrate affronta un quesito in merito alla possibilità di un professionista (abilitato) al rilascio del visto di conformità ai fini del personale beneficio del Superbonus.

Il visto di conformità ai fini del Superbonus

Ricordiamo che il comma 11, dell’articolo 119 del decreto Rilancio, prevede che:

Ai fini dell’opzione per la cessione o per lo sconto di cui all’articolo 121, il contribuente richiede il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta per gli interventi di cui al presente articolo […]

Laddove il contribuente opti per la cessione del credito d’imposta o per lo sconto in fattura, è indispensabile l’apposizione del visto di conformità da parte di uno dei soggetti abilitati.

Il visto sarà allegato all’apposita comunicazione dell’opzione di cessione del credito  che dovrà essere inviata telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello di sostenimento delle spese per le quali viene esercitata l’opzione.

Caratteristiche principali del visto di conformità

Il visto di conformità è rilasciato ai sensi dell’articolo 35 del dlgs 9 luglio 1997, n. 241 (che riguarda il cosiddetto visto “leggero”), ossia della disciplina in materia di visto di conformità sulle dichiarazioni fiscali.

Si tratta, a ben vedere, di un’attività di controllo formale e non di merito svolta dal professionista o dal responsabile del centro di assistenza fiscale incaricato, finalizzato ad evitare errori materiali e di calcolo nella determinazione degli imponibili, delle imposte e delle ritenute e nel riporto delle eccedenze risultanti dalle precedenti dichiarazioni.

Il visto di conformità può essere rilasciato da:

  • dottori commercialisti;
  • esperti contabili;
  • consulenti del lavoro;
  • centri assistenza fiscale (CAF).

I soggetti che rilasciano il visto di conformità, devono anche verificare la presenza delle asseverazioni e delle attestazioni rilasciate dai tecnici incaricati, in quanto obbligatorie (le verifiche da effettuare si risolvono anche in questo caso in un mero controllo formale di tipo documentale, analogo a quello effettuato sulla documentazione prodotta dal contribuente ai fini del rilascio del visto di conformità sul Modello 730).

L’interpello

L’istante è un consulente del lavoro e pertanto è abilitato, ai sensi e per gli effetti dell’art. 21 del decreto n. 164/1999, a rilasciare i visti di conformità.

Il medesimo vorrebbe beneficiare del Superbonus (art. 119 del dl n. 34/2020 “Rilancio”) esercitando l’opzione per la cessione di cui al successivo articolo 121.

Chiede se possa applicare il predetto visto di conformità direttamente in caso di opzione per la cessione di un proprio credito.

Il parere dell’Agenzia delle Entrate

Le Entrate chiariscono che con la risoluzione n. 82/E del 2 settembre 2014 è stato precisato che i professionisti, in possesso dei requisiti previsti dalla norma, che intendono utilizzare in compensazione orizzontale i crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, all’IRAP e alle ritenute alla fonte, emergenti dalla propria dichiarazione, possono autonomamente apporre il visto di conformità sulla stessa, senza essere obbligati a rivolgersi a terzi.

Al riguardo, si osserva che il richiamo all’articolo 35 del citato decreto legislativo n. 241 del 1997 comporta l’applicazione di tale disciplina e della relativa prassi adottata in materia, anche ai fini dell’opzione per la cessione o lo sconto del Superbonus.

Alla luce di quanto sopra illustrato l’Agenzia ritiene che il professionista abilitato possa apporre autonomamente il visto di conformità, dallo stesso esercitata in qualità di beneficiario della detrazione.

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