Edilizia

3 Luglio 2021

Un loggiato chiuso da infissi crea nuovo volume

Con la sentenza n. 3889/2021 il Consiglio di Stato fornisce nuovi chiarimenti sui loggiati chiusi a mezzo di infissi istallati in un secondo momento e senza le necessarie autorizzazioni, in area paesaggisticamente vincolata.

Il caso

La proprietaria di un’abitazione sita in un fabbricato condominiale, ricadente in area paesaggisticamente vincolata, decideva di chiudere il loggiato di pertinenza all’abitazione con degli infissi, senza richiedere le necessarie autorizzazioni.

In particolare il loggiato, sorretto da quattro colonne, era caratterizzato da una superficie di circa 25 m² e da un’altezza di oltre 280 cm.

Successivamente, la signora presentava istanza al Comune per ottenere un permesso di costruire in sanatoria che il Comune rilasciava dietro il parere positivo della Soprintendenza.

A questo punto i proprietari del abitazione soprastante, che avevano il loro terrazzo sul loggiato sottostante, decidevano di impugnare presso il Tar il titolo edilizio concesso in sanatoria alla loro vicina.

Il motivo del ricorso? Il nuovo volume creato con la chiusura del loggiato tramite infissi generava superficie utile a tutti gli effetti abitabile in violazione della normativa comunale e paesistica.

Il Tar accoglieva il ricorso, per cui la proprietaria del loggiato ricorreva in appello presso il Consiglio di Stato, sostenendo che la concessione in sanatoria oggetto della controversia:

  • riguardava solo l’installazione di infissi alle aperture del loggiato, senza creare nuovi impatti al paesaggio circostante;
  • non si originava una nuova superficie mentre il volume sarebbe scaturito solo dall’apposizione di infissi.

La sentenza del Consiglio di Stato

Palazzo Spada conviene con la decisione del Tar: la chiusura del loggiato tramite l’apposizione di infissi ha realizzato una nuova volumetria che non consente il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica in sanatoria secondo l’art. 167, comma 4 del dlgs 42/2004 (Codice dei beni culturali):

L’autorità amministrativa competente accerta la compatibilità paesaggistica […] nei seguenti casi:

a) per i lavori, realizzati in assenza o difformità dall’autorizzazione paesaggistica, che non abbiano determinato creazione di superfici utili o volumi ovvero aumento di quelli legittimamente realizzati;
b) per l’impiego di materiali in difformità dall’autorizzazione paesaggistica;
c) per i lavori comunque configurabili quali interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria ai sensi dell’articolo 3 del dPR 6 giugno 2001, n. 380.

I giudici chiariscono, in conclusione, che tra un loggiato (esposto alle intemperie) e un vano abitabile (in ogni condizione di tempo) vi è una differenza sostanziale: il primo non costituisce volume; il secondo sì.

Il ricorso non è, quindi, accolto.

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