Notizie

8 Luglio 2017

Split payment, dal 1° luglio è esteso alle società partecipate pubbliche. Ecco come devono operare i professionisti

Split payment, dal Mef il decreto con gli elenchi delle PA e società a cui è esteso il meccanismo della scissione dei pagamenti dal 1° luglio

Dal 1° luglio lo split payment, ossia il meccanismo della scissione dei pagamenti, già applicato dal 2015 negli appalti pubblici, coinvolgerà anche tutte le società partecipate pubbliche.

La manovra correttiva 2017, oltre a prorogare a tutto il 2020 la misura che sarebbe scaduta a fine 2017, ha ampliato la platea di enti e società che dal 1° luglio sono obbligati a versare l’Iva direttamente allo Stato e non più alle imprese.

Sono coinvolte, oltre che le Pubbliche Amministrazioni (tra cui Comuni, Province e Regioni), anche tutte le società partecipate: Consip, Ferrovie, Anas, ex municipalizzate, ordini professionali.

In pratica quasi tutte le stazioni appaltanti a saldo delle fatture non riconosceranno più l’Iva a costruttori, progettisti e fornitori, ma dovranno versarla direttamente allo Stato.

Decreto 27 giugno 2017

Con il decreto 27 giugno 2017 il Mef  ha definito le modalità di attuazione relative allo split payment, come previsto dall’art. 1 del dl 50/2017 e l’ambito soggettivo.

Nel dettaglio, il decreto individua in maniera puntuale le PA e le società che dal 1° luglio hanno l’obbligo di versare l’Iva indicata in fattura direttamente allo Stato, in luogo dei loro fornitori.

In allegato al decreto, quindi, gli elenchi delle:

  • PA inserite nel conto economico consolidato (Regioni, Comuni, Province, Ministeri)
  • società controllate di diritto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri e delle società controllate da queste ultime
  • società controllate di fatto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri e delle società controllate da queste ultime
  • società controllate di diritto dalle regioni, province, città metropolitane, comuni, unioni di comuni e delle società controllate da queste ultime
  • società controllate di fatto dalle regioni, province, città metropolitane, comuni, unioni di comuni e delle società controllate da queste ultime
  • società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana

L’individuazione dei soggetti è periodica e continua; entro il 20 ottobre di ciascun anno è compito del Mef rendere pubblico un elenco provvisorio, rispetto al quale le società possono, nel termine di 15 giorni, segnalare errori o incongruenze.

L’elenco definitivo verrà, invece, emanato con apposito decreto, entro il 15 novembre di ciascun anno.

Split payment e professionisti

Dal 1° luglio lo split payment è previsto anche per le fatture emesse dagli esercenti la libera professione (che prima erano espressamente esclusi).

I professionisti, quindi, riceveranno dalle stazioni appaltanti il proprio compenso, al netto di:

  • Iva
  • ritenuta d’acconto

Con l’applicazione di questo meccanismo, aumentano i contribuenti che si troveranno a credito Iva i quali per ottenere il rimborso o la compensazione del credito dovranno oltre che attendere i tempi della pubblica amministrazione, per i quali è promessa una accelerazione, sostenere i costi della fideiussione.

Le fatture con lo split payment vengono emesse con la normale applicazione dell’Iva ma con la dicitura “scissione dei pagamenti” o “split payment“.

Pertanto, il “netto a pagare” riconosciuto al professionista sarà pari a:

Netto a pagare = totale lordo fattura – ritenuta d’acconto – Iva

Esempio

Compenso professionale 1000,00 euro
Iva 220,00 euro
Totale lordo fattura 1220,00 euro
 Scissione dei pagamenti
a detrarre
 (ritenuta 20% su imponibile) 200,00 euro
 Iva 220,00 euro
Netto a pagare 800,00 euro

Ultimi articoli

Edilizia 13 Ottobre 2021

Quando la piscina può essere considerata pertinenza

Tar Salerno: la piscina pertinenziale è compatibile con la destinazione agricola della zona laddove essa costituisca una legittima pertinenza dell’edificio residenziale principale

Edilizia 30 Settembre 2021

Superbonus, verso la proroga al 2023

Approvata la Nota di aggiornamento del Def che lascia margini per l’ipotesi di proroga Superbonus per il 2023

Edilizia 26 Settembre 2021

Superbonus 110%, demolizione e ricostruzione con aumento di volumetria di edifici collabenti

I chiarimenti delle Entrate su: nuove costruzioni con aumento volumetrico, cambio di destinazione d’uso, edificio senza APE

Fisco 20 Settembre 2021

Sismabonus 110% e ristrutturazione con ampliamento: quando è agevolabile?

La risposta delle Entrate: ok al sismabonus 110% se l’ampliamento è effettuato con la demolizione e ricostruzione; in caso contrario l’agevolazione è solo sull’edificio esistente

torna all'inizio del contenuto