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11 Ottobre 2018

In vigore dal 5 ottobre il decreto Sicurezza: ecco cosa prevede

Le misure nel decreto Sicurezza, dal terrorismo agli appalti. In particolare: sanzioni più severe per subappalti illeciti ed invio notifica preliminare al prefetto nei cantieri

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n. 231 del 4 ottobre) il dl n. 113/2018 recante:

Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell’interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

Il provvedimento ha introdotto importanti novità in materia di immigrazione e disposizioni in materia di sicurezza; in particolare si parla di terrorismo, mafia, infiltrazioni mafiose sgomberi fino agli appalti.

Il dl è costituito da 4 titoli, rispettivamente contenenti:

  • disposizioni in materia di rilascio di speciali permessi di soggiorno temporanei per esigenze di carattere umanitario nonché in materia di protezione internazionale e di immigrazione;
  • disposizioni in materia di sicurezza pubblica, prevenzione e contrasto al terrorismo e alla criminalità mafiosa;
  • disposizioni per la funzionalità del ministero dell’interno nonché sull’organizzazione e il funzionamento dell’agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata;
  • disposizioni finanziarie e finali.

Di seguito i punti fondamentali del decreto Sicurezza.

Subappalti illeciti

L’art. 25 del decreto stabilisce che i subappalti illeciti potranno essere puniti con la reclusione da uno e cinque anni; prima, invece, la pena prevista era l’arresto dai sei mesi a un anno. Rimane invariata la sanzione pecuniaria.

Notifica preliminare nei cantieri temporanei o mobili

L’art. 26, in riferimento al monitoraggio dei cantieri temporanei o mobili, prevede che la notifica preliminare andrà fatta, oltre che all’ASL e direzione provinciale del lavoro, anche al prefetto, che ne darà poi comunicazione alla direzione investigativa antimafia e al questore.

Noleggio di tir e furgoni

Il decreto introduce prescrizioni in materia di contratti di noleggio di autoveicoli per la prevenzione dei fatti di terrorismo. La nuova norma anti-terrorismo prevede che le aziende che affittano veicoli comunichino al Centro elaborazione i dati identificativi riportati nella carta di identità del soggetto che richiede il noleggio di un autoveicolo; la notifica dovrà avvenire contestualmente alla stipula del contratto o comunque con congruo anticipo rispetto al momento della consegna del veicolo.

Estensione del DASPO

Prevista l’estensione del DASPO per le manifestazioni sportive anche ai soggetti sospettati di far parte di organizzazioni di terrorismo.

Lotta alla mafia

Il decreto prevede misure in caso di infiltrazioni mafiose negli enti locali: il prefetto potrà commissariare specifici settori delle amministrazioni in caso di “condotte illecite o eventi criminali” che provochino un’alterazione delle procedure e tali da compromettere il buon andamento e l’imparzialità delle amministrazioni comunali e provinciali.

Beni confiscati

Previsto un notevole incremento della spesa e degli uomini che combattono la mafia e che gestiscono i beni confiscati alle cosche mafiose in tutta Italia; nonché disposizioni dirette a migliorare la funzionalità e l’efficienza dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC), anche attraverso un rafforzamento a livello organizzativo.

Sgomberi

Il decreto definisce l’attuazione del Piano nazionale sgomberi finalizzato alla prevenzione e il contrasto del fenomeno delle occupazioni arbitrarie di immobili. Il prefetto entro sessanta giorni definisce, con propria direttiva, il programma provinciale per l’esecuzione degli interventi di sgombero anche con l’impiego della Forza pubblica.

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