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Da pergolato a tettoia: quando l’intervento esce dall’edilizia libera

Consiglio di Stato: la copertura integrale che genera volume comporta ristrutturazione edilizia e richiede il permesso di costruire

Data:
5 Maggio 2026

La trasformazione di un pergolato mediante copertura completa, tale da determinare la creazione sia di superficie residenziale sia di una tettoia di circa 11 mq, non può essere qualificata come intervento minore o pertinenziale. Quando l’opera si inserisce in un più ampio ampliamento edilizio – pari a circa 40 mq di superficie e 114 mc di volumetria – essa integra una vera e propria ristrutturazione edilizia, subordinata al rilascio del permesso di costruire.

Il caso esaminato dalla giurisprudenza

Con la sentenza n. 1991/2026, il Consiglio di Stato ha esaminato il ricorso proposto contro un’ordinanza comunale di demolizione, già confermata in primo grado. Le opere contestate comprendevano un significativo ampliamento al secondo piano dell’edificio, realizzato con strutture lignee, tamponamenti e copertura coibentata, nonché la copertura di un pergolato sul lato nord-ovest, trasformato in una tettoia di circa 11 mq.

 

Le difese del privato

Il ricorrente sosteneva, da un lato, l’illegittimità dell’ordinanza per un errore nell’indicazione della particella catastale; dall’altro, affermava che la tettoia avesse natura pertinenziale e dimensioni tali da non richiedere alcun titolo edilizio.

L’errore catastale non invalida l’ordinanza

Secondo il Consiglio di Stato, l’inesattezza dei dati catastali costituisce un mero errore materiale, emendabile tramite rettifica e privo di incidenza sulla validità dell’atto. La dettagliata descrizione delle opere abusive era infatti sufficiente a rendere pienamente individuabile l’oggetto dell’ordine di demolizione.

Valutazione unitaria dell’abuso edilizio

Nel merito, i giudici hanno chiarito che l’intervento non può essere analizzato isolando la sola tettoia. La verifica della legittimità edilizia deve fondarsi su una valutazione complessiva delle opere, considerando l’impatto unitario sull’assetto urbanistico ed edilizio. In questo caso, la copertura del pergolato si inseriva in un intervento più ampio che aveva determinato un rilevante incremento di superficie e volume, nonché un mutamento della destinazione d’uso di spazi prima non praticabili.

Perché non si tratta di una pertinenza

La nozione di pertinenza urbanistica, secondo l’orientamento consolidato, è più restrittiva rispetto a quella civilistica e riguarda esclusivamente manufatti di ridottissima entità e funzione accessoria. La tettoia oggetto di causa, per dimensioni e incidenza sull’organismo edilizio, non rientra in tale categoria.

Conclusione

La copertura integrale del pergolato, inserita in un intervento di ampliamento significativo, richiede il permesso di costruire. L’ordinanza di demolizione è pertanto legittima e correttamente confermata, ribadendo che il criterio decisivo non è la singola opera, ma l’effetto complessivo dell’intervento sul territorio.

Ultimo aggiornamento

12 Aprile 2026, 12:17